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30 dicembre 2009

SiderurgikaTv Video San Fele (Pz). Auguri di Buon Anno - Rapone (Pz). Auguri di Buon Anno - 11. Eugenio Bennato "Live a Rionero" + Vulture Magazine

SOMMARIO
I VIDEO DI OGGI: San Fele (Pz). Auguri di Buon Anno - Rapone (Pz). Auguri di Buon Anno - 11. Eugenio Bennato "Live a Rionero"
VULTURE MAGAZINE
CURIOSITA': Crimini di Guerra
SATIRA MURALE : Fuori Onda 2
CONTRO-VIDEO: Più dell'inciucio potè D'Alema
REPORTAGE - VIGNETTE - AUTORI UNDERGROUND
 
Collegamenti esterni: L'OPINIONE - EVASION - IL LIBRO DELLA SETTIMANA - IL FILM DELLA SETTIMANA
 
 
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11. Eugenio Bennato - Live a Rionero
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 Ron Gilbert Visita Barile
 

 

 

VULTURE  MAGAZINE

dalla Redazione Lucana


 
A Monticchio la tradizione si conserva nel
rituale del maiale”; Raffaele Ciasca

 

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VIGNETTE  
 
 
CURIOSITA'   
 
crimini di Guerra
 
Giallo per un ordine di cattura internazionale contro Tzipi Livni. Un magistrato britannico avrebbe incriminato l'ex ministro degli Esteri e attuale leader dell'opposizione israeliana per "crimini di guerra" in relazione all'offensiva "Pimbo Fuso" di inizio 2009 nella striscia di Gaza
 
 
 
 
 
Treppiedi, statuine insulti e scarpate: l'odio diventa fisico In sei anni dal ''puffone'' ai denti rotti L'escalation contro il premier 
 
Non s'era mai arrivati a tanto, non contro Silvio Berlusconi. In altri tempi certo, c'era stato l'attentato al Capo (tocco' a Mussolini, tocco' a TOGLIATTI), ma e' un'era che credevamo lontana. In altri luoghi il tiro della scarpa (in Iraq contro George W. Bush), ma erano appunto altri luoghi, dove il lancio della scarpa e' un insulto rituale, prima che un tentativo di far male. Qui siamo alla violenza fisica. Non la prima in assoluto, sul Cavaliere, certo la prima che produce denti rotti, osso del naso toccato. Quando, la sera di San Silvestro del 2004, il premier fu colpito di spalle in piazza Navona a Roma da un treppiede scagliato da un muratore di Marmirolo, le conseguenze furono serie, ma non fisicamente gravi come quelle di ieri sera. Soprattutto Berlusconi seppe trasformare il fatto nell'Evento della riconciliazione. Il Perdono. Il giovane Roberto Dal Bosco il giorno dopo fece anche lo spiritoso, concesse interviste in cui spiegava «volevo solo fargli pat-pat sulla testa, come nelle comiche di Benny Hill». Non aveva la minima voglia di fargli del male, «mica sono l'attentatore di TOGLIATTI!», voleva solo farsi bello con certe ragazze. Disse che si assumeva la responsabilita' «per la cretinata che ho fatto», che le scuse le avrebbe fatte in seguito, magari per lettera, o per telegramma. A quel punto Silvio capi' l'assist e gioco' d'anticipo. Telefono' alla madre del ragazzo, anche lui in non stabilissime condizioni, «cara signora Iole, mi spiace di aver fatto passare capodanno in gattabuia al suo ragazzo», ricavandone edificante spot natalizio. Nondimeno ne ebbe la nuca dolorante per quindici giorni. Non denuncio' l'assalitore, lo ricevette anzi a Palazzo Chigi. Calderoli si segnalo' per questo suggerimento: «Io l'avrei fatto marcire in galera. A forza di porgere l'altra guancia, Gesu' l'hanno crocifisso> >. E ripensando un istante a cio' che accade da un po' con sempre maggiore frequenza nelle piazze - nell'Italia dei gruppi su Facebook «uccidiamo Berlusconi», dei film che vorrebbero sparargli, delle parole sfuggite a qualsiasi disciplina dell'ego - segnali di un'ariaccia si vanno cogliendo qua e la'. Paragonata al clima di adesso, la contestazione di Piero Ricca fu il meno. Al termine della deposizione del Cavaliere al processo Sme, nel 2003, il giurisperito milanese lo attese nei corridoi del tribunale e gli urlo' «buffone» ; ne nacque una controversia con querela, Ricca disse poi che aveva detto «puffone», colorando l'episodio di tinte farsesche, dalle quali l'aggredito ebbe tutto da guadagnare. Tutt'altra cosa e' cio' che accade da un po'. Ogni volta che appare Silvio Berlusconi, la piazza ribolle. Moltissimi lo amano; ma qualcuno lo odia, e non tutti coltivano il senso della misura, ne' sempre si limitano a lanciare scarpe contro pupazzi raffiguranti il Nemico, come a Chiaiano giusto un anno fa. L'8 aprile 2008 a Vicenza i comitati no dal Molin gli urlarono di tutto, molto piu' del «buffone». Semplicemente, erano in gruppo. Nell'aprile scorso alla fine di un vertice sui rifiuti a Napoli, il Cavaliere fu avvicinato (letteralmente) da un abruzzese che gli grido' qualunque cosa, impedendogli di parlare. Il premier sbotto' «va be, arrivederci». Un paio di mesi dopo, a giugno, a Cinisello Balsamo fischi e urla furono cosi' aggressivi da spingerlo a rispondere colpo su colpo, «abbiamo anche la contestazione, evvivaaa! cosi' almeno tutti voi potete capire la differenza fondamentale che c'e' tra noi, e loro! Siete ancora, oggi come sempre, dei poveri comunisti!». E a Bari una folla molto aggressiva in corso Vittorio gli ritmo' contro coretti come «ar-re-sta-te-lo ar-re-sta-te-lo, ma-fio-so ma-fio-so» . E' un colpo su colpo che, purtroppo, eccita ormai ogni bislacco attentatore del Reichstag. Cani sciolti come l'anarchico spagnolo che a Genova voleva menare a Ignazio la Russa, e invece fu menato da un suo accompagnatore, il senatore Bornacin, pure alquanto massiccio. Sempre a Genova nei vicoli del porto un tale si avvicino' cosi' tanto al Cavaliere da urlargli «viva Mangano!» «praticamente nell'orecchio», confidera' il Cavaliere; il quale gli rispose arrabbiato «sei un coglione, co-glio-ne». Segui' semi-tafferuglio. Non si arrivo' alla contusione, ma insomma, ci si e' ormai sempre, sciaguratamente, vicini.  (La Stampa 14 Dicembre)
 
 
 
 

Rincari della pasta fino al 50%

Avevano costituito un "cartello", un'intesa per far lievitare i prezzi e manovre speculative su merci. Tutti insieme avrebbero deciso di aumentare il prezzo della pasta senza che a determinare la necessità fosse l'aumento della materia prima. Sono ora indagati la Barilla, la De Cecco, Garofalo, Divella, Amato.
 
 
   
VIGNETTE  
 
 
SATIRA MURALE
 
 
Fuori Onda 2
 
"Confonde leadership e monarchia assoluta. Gli ho detto: ricordati che gli hanno tagliato la testa a... quindi statte quieto"
 
Gianfranco Fini
 
 
 
 
Fuori Onda 1

L'Avvocato Pecora: "Noi siamo di passaggio, qua nessuno è eterno"
Fini: " Se ti sente il premier si arrabbia"
 
 
 
 

Mutande antiscippo, idea regalo da artigiano Napoli

'Qui mutande antiscippo': cosi' e' scritto a mano su un cartello appeso in un negozio di abbigliamento intimo a Napoli.Il titolare dell'esercizio commerciale propone l'originale capo come idea regalo per il Natale a 1,50 euro ma, per ora, il capo e' riservato solo alle donne. La soluzione e' 'semplice, economica e funzionale' come spiega l'inventore che ha applicato sul davanti dello slip, fra merletti e cuciture, una tasca dove poter nascondere banconote e oggetti preziosi.
 
 

CONTRO VIDEO

Più dell'inciucio potè D'Alema

 

REPORTAGE


L'INDAGINE COPRE 60 ANNI DI ORRORI IN SCUOLE E ORFANOTROFI CATTOLICI Migliaia di bambini abusati dai religiosi Irlanda, rapporto-choc sugli istituti della Chiesa
 
MARINA VERNA Picchiati, violentati, umiliati dai preti e dalle suore che avrebbero dovuto occuparsi di loro. E' successo, dagli Anni 30 alla fine degli Anni 90, a 39 mila bambini rinchiusi negli istituti correttivi d'Irlanda. Bambini che rubacchiavano, marinavano la scuola o semplicemente erano orfani o venivano da ambienti «disfunzionali» - dizione sotto la quale si nascondevano per lo piu' ragazze madri. Un rapporto della «CHILD ABUSE Commission», la Commissione sugli abusi che ha condotto la piu' grande indagine della storia sugli istituti in mano agli ordini religiosi irlandesi, interrogando 2.500 ex allievi di oltre cento istituzioni, inchioda dopo nove anni di ricerche «centinaia» di preti e di suore cattolici. Il rapporto - cinque volumi per 3.500 pagine presentati ieri a Dublino - e' il seguito di uno studio del 2003, che aveva raccolto le testimonianze di 700 uomini e donne, «picchiati in ogni parte del corpo con ogni tipo di oggetto» o «violentati, alcuni da varie persone contemporaneamente». A fare scoppiare lo scandalo era stato un documentario tv della fine degli Anni 90, quando era stato chiuso l'ultimo di questi istituti: per la prima volta emergeva la lunga storia delle violenze sui minori nelle istituzioni gestite da ordini religiosi. Sull'onda dello sdegno, nel 2000 l'allora premier Bertie Ahern aveva voluto creare una commissione d'inchiesta. Nelle istituzioni pubbliche per soli maschi - riformatori, orfanotrofi, scuole per ragazzi difficili, case per disabili - le violenze erano «endemiche», secondo la definizione del giudice che ha coordinato il rapporto, Sean Ryan. Le scuole «venivano gestite in un modo severo e irreggimentato che imponeva disciplina oppressiva e irragionevole sui bambini, ma anche sul personale». Le ragazze affidate alle suore, soprattutto alle Sorelle della Misericordia, subivano meno abusi sessuali, ma erano sottoposte ad aggressioni e umiliazioni per farle sentire «inutili». C'erano poi pestaggi «rituali» e atti di pedofilia, i cui autori erano protetti da una rete di connivenze e omerta': il rapporto accusa esplicitamente i responsabili degli ordini religiosi, che mai hanno denunciato i pedofili che erano tra loro, evitando loro il carcere. Ci sono accuse anche agli ispettori governativi, che regolarmente chiudevano gli occhi. Per la commissione, le testimonianze di uomini e donne ancora traumatizzati, che oggi hanno tra i 50 e gli 80 anni, mostrano come l'intero sistema li trattasse da carcerati e schiavi, anziche' da persone titolari di diritti. «Questi riformatori e scuole speciali erano sotto un controllo rigido attuato con punizioni corporali. La durezza del regime e' stata inculcata da varie generazioni di preti, suore e confratelli. Quello era il sistema, e non il risultato di violazioni individuali da parte di persone che operavano fuori dai confini legali e accettabili», afferma lo studio. John Kelly, portavoce dell'associazione «Sopravvissuti agli abusi infantili», ha detto che molte di queste scuole erano «gulag, non luoghi d'accoglienza». A volte gli ospiti erano costretti a fabbricare gli strumenti per la propria tortura. Dovevano lavorare senza mai vedere un soldo: «Facevamo vestiti che facevano guadagnare gli ordini religiosi e lo Stato». Kelly, che ricorda come si venisse buttati giu' dal letto per essere frustati, era stato ospite di una ex caserma: «Non ero John Kelly, mi chiamavano con un numero, il 253, non me lo dimentichero' mai». Per molte vittime, pero', il rapporto non fa abbastanza, perche' si limita a confermare che le violenze ci furono, senza chiedere giustizia. (La Stampa 21 Maggio)

 

CONTRO VIDEO
 
Iran Exclusive 27 Dec 09 Tehran Protest
 

REPORTAGE
 
"Così adescavano i bambini e la polizia guardava altrove"
Il rapporto Murphy, commissionato dal governo irlandese, rivela decenni di violenze
Fotografava le bambine nude in ospedale. Ma il vescovo decise di non avvertire Roma
Quelli che seguono sono stralci del Rapporto Murphy sugli abusi sessuali compiuti da membri del clero in Irlanda
Marie Collins, come tanti altri bambini oggetto di abusi da parte di padre Edmondo (pseudonimo adottato dalla commissione Murphy, ndr), dichiara nella documentazione presentata alla Commissione quanto segue:
«Il Padre (Edmondo) ha tradito la fiducia riposta in lui dai suoi superiori religiosi. Ha tradito la fiducia delle autorità ospedaliere. Ha tradito la fiducia dei miei genitori.
Ero stata affidata alla sua custodia. Ha tradito la mia fiducia e la mia innocenza. Ha abusato del suo potere e sfruttato il rispetto che avevo della sua carica religiosa per umiliarmi e abusare di me, una bambina. Non solo, una bambina malata.
Come si può cadere più in basso? Un uomo del genere merita le nostre preghiere ma non la nostra protezione».
Il caso di padre Edmondo è all´esame della commissione in quanto coinvolge un sacerdote autore di molteplici atti di libidine ai danni di giovani pazienti di età compresa tra gli otto e gli 11 anni presso l´Ospedale pediatrico Our Lady di Crumlin, alla fine degli anni ‘50 e l´inizio degli anni ‘60. Sedici anni dopo, quando risiedeva a Co Wicklow, abusò sessualmente di una bimba di nove anni.
Padre Edmondo, nato nel 1931 e ordinato sacerdote nel 1957, fu cappellano dell´ospedale psichiatrico Our Lady dal 1958 al 1960. Nell´agosto 1960, l´arcivescovo McQuaid fu informato che l´addetto alla sicurezza di un laboratorio fotografico del Regno Unito aveva sottoposto all´esame di Scotland Yard una pellicola a colori inviata allo sviluppo da Padre Edmondo. Scotland Yard sottopose la questione alla polizia irlandese.
Il commissario Costigan incontrò l´arcivescovo McQuaid e, stando al verbale dell´incontro, gli disse che il laboratorio fotografico aveva «consegnato a Scotland Yard una pellicola a colori con etichetta "Rev. Edmondo, Ospedale pediatrico, Crumlin, Dublino", in cui 26 negativi avevano come oggetto le parti intime di bambine di 10 o 11 anni». Il commissario di polizia chiese all´arcivescovo McQuaid di assumere il caso, in quanto vedeva il coinvolgimento di un sacerdote e la polizia «non era in grado di provare nulla». Il commissario disse all´arcivescovo McQuaid che non avrebbe compiuto ulteriori azioni.
Apparentemente non si cercò di stabilire l´identità delle due bambine fotografate.
Il giorno dopo l´Arcivescovo McQuaid si incontrò con padre Edmondo, che ammise di aver fotografato le bambine in pose sessuali, da sole o in gruppo. Le foto erano state scattate nell´ospedale di Crumlin.
L´Arcivescovo McQuaid e il vescovo Dunne convennero che non si ravvisava un reato oggettivo e soggettivo del tipo previsto dalle istruzioni del 1922, e che di conseguenza non era necessario deferire la questione al Santo Uffizio a Roma.(...)
Padre Patrick Maguire è membro della Società Missionaria di San Colombano. Nato nel 1936 e ordinato sacerdote nel 1960, fu missionario in Giappone per vari anni tra il 1961 e il 1974. A quell´epoca trascorreva lunghi periodi di ferie in Irlanda. Operò in seguito nel Regno Unito e in Irlanda; per un breve periodo, anche come vicario in una parrocchia dell´Arcidiocesi di Dublino.
Padre Maguire è stato condannato per reiterati abusi sessuali su minori. È stato condannato per atti di libidine nel Regno Unito e in Irlanda e ha scontato pene detentive in entrambi i paesi. Nel 1997 ha ammesso di aver abusato di 70 bambini maschi in vari paesi e di aver violentato almeno una bambina. Quando fu accusato dei reati, dichiarò alla Società missionaria che una volta reso pubblico il suo nome avrebbero potuto emergere circa 100 vittime di abusi in Irlanda.
Il modus operandi di Padre Maguire è stato così descritto da uno dei suoi terapeuti: «Utilizzava abitualmente una elaborata tecnica di pianificazione e adescamento che coinvolgeva i minori e gli adulti attorno a loro, ad esempio: "Escogitavo modi per conoscere i bambini e parlare con loro, modi per vederli assieme ai loro familiari e verificare il tipo di rapporto che avevano con i genitori. Programmavo incontri assieme ad altri bambini e infine modi per trovarmi solo con loro in luoghi in cui si sentivano al sicuro. Programmavo modi per portarli da soli lontano da altri sguardi, dove spogliarli non sarebbe apparso loro fuori luogo, tipo fare il bagno assieme, cambiarsi in piscina, fare la doccia dopo il nuoto, e infine modi per far loro trascorrere la notte, dormire con me nel letto…" Padre Maguire utilizzava una formula ben collaudata per portare la sua vittima ad assecondare le sue intenzioni, oltre al fatto di detenere una posizione di autorità che in tale situazione rendeva la vittima inerme. Ha descritto gli abusi ai danni delle sue vittime come stare nudo assieme a loro a letto e toccarli, accarezzargli il corpo e i genitali».
Nel 1997, ha ammesso i seguenti abusi.
Prima di diventare sacerdote: un bambino; ha anche ammesso di aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo della sua età da adolescente e di aver adescato due altri ragazzi.
1963-1966: tre bambini in giappone; e ne adescò anche altri
1967: sei o sette bambini nei suoi soggiorni in irlanda.
1968-1972: due bambini
1973: dieci bambini in Irlanda e dieci in Giappone.
1974-1975: otto bambini in Irlanda.
1976-1979: otto bambini e una bambina; ha anche ammesso di aver organizzato una rete di vittime e di famiglie in cui poteva commettere abusi.
1984: tre bambini
1984-1989: due bmbini; è inoltre rimasto in contatto con altre vittime e le loro famiglie.
1992-1994: un adulto vulnerabile (21 anni).
1996: adescamento
Ha dichiarato alla Commissione che questa lista non è completa (La Repubblica)

 
 
Scrivi in redazione: evasion.giornale@libero.it
 
 
 
 



 

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